Dopo alcuni argomenti legati ai componenti principali di Snow Leopard quali finder, doc status bar ecc…, proviamo, senmpre con l’intento di condividere esperienze con tutti, di vedere un pochino come affrontare la navigazione nel “file system” del nostro mac.
Come sempre, sono ben conscio di essermi avventurato nella splendida scoperta dell’acqua calda, ma, magari, un ripassino non fa male ed io, che in fondo, ho un’età, ho bisogno di riprendere qualche concetto, no?
Ovviamente il tentativo di mmantenere un parallelismo con il mondo Windows re-sterà una caratteristica di queste “farneticazioni”, in modo da rende-re più chiari i concetti a coloro che da Windows arrivano.
detto questo, direi che possiamo partire, mettetevi comodi e, magari, preparatevi un drink, cosí passa meglio no?
Files e cartelle
Come per Windows, anche nel mondo mac, abbiamo un sistema che si organizza in fi-les e cartelle; esattamente come per i sistemi microsoft, anche Snow leopard vede di-versi livelli di importanza dei suoi oggetti ed, altrettanto ovviamente, questo genere di concetti risulta utile, sopratutto, per capire dove non muoversi per evitare danni…
Cartelle di sistema
Il nostro sistema operativo Snow leopard racchiude il suo cuore in cartelle di sistema le quali vanno, consiglio spassionato, lasciate in pace, ma, per onor di cronaca, potremo dire che le troviamo in radice, sul nostro disco fisso (di solito chiamato Mackintosh hd) dentro una cartellona chiamata sistema.
per ora, diciamo cosí, facciamocelo bastare e proseguiamo nelle altre disserta-zioni ok?
La cartella utente
Il nostro sistema operativo Snow Leopard ci mette a disposizione diversi ambienti di la-voro tra i quali la cartella del nostro utente, cartella che ci verrà vocalizzata co-me “inizio”.
Questo contenitore può esser paragonato, in Windows, alla cartella:
“c:document and settingsutente
e vi troveremo, navigandola, sottocontenitori quali:
la cartella documenti, la cartella downloads, la cartella musica ecc…
Facciamo un piccolo passo indietro, riferito alla pillola numero uno:
se avremo settato la vista a colonna, potremo navigare muovendoci con le freccie verti-cali, riproponendo la navigazione ad albero, nell’esplora risorse di Windows… questo parallelismo, decisamente, quando si inizia, a mio avviso, aiuta parecchio.
tornando alla nostra cartella inizio, eccoci dunque, a navigarla; subito salta all’occhio come sia presente, in ordine rigorosamente alfabetico, anche la cartella scrivania che, come già fatto notare in alcune dissertazioni parallele, ci fa capire meglio come anche Snow Leopard sia organizzato secondo un concetto nato coi sistemi a linea co-mando, ovvero, il concetto dei files e delle directory…
Sempre come esercizio, entriamo ed usciamo, dalle varie cartelle, attraverso l’utilizzo delle freccie laterali, per renderci ben conto di come possiamo muoverci.
Creazione di una nuova cartella
Dopo aver fatto un po’ di ginnastica nella navigazione tra le cartelle, proviamo a crearne una nuova, ok?
andiamo a posizionarci sulla cartella documenti…
Ecco la prima, vera, differenza che dobbiamo riscontrare rispetto a Windows:
per creare un nuovo contenitore in Documenti, dovremo limitarci a restare posizionati sul nome della cartella, senza entrarci, altrimenti, se avremo una sottocartella in docu-menti, andremo a creare il nostro nuovo oggetto in quella sottocartella e non in docu-menti…
Stavamo dicendo?
ah sí, la nuova cartella in documenti…
bene, siamo posizionati su “Documenti”, vogliamo creare la nostra nuova cartella, ma-gari la prima…
digitiamo la combinazione di tasti:
cmd + shift + n
seguita dal nome che sarà:
“la mia prima cartella”
e diamo invio.
A questo punto, il sistema ci posizionerà sulla cartella appena creata, dentro a documenti.
Per fare la riprova, fate freccia sinistra e vedrete come andremo ad “atterrare” su docu-menti.
Il comando per creare una nuova cartella, ricordiamolo sempre, lo troveremo anche nel menù archivio, esattamente come troveremo questo genere di voci nel menù file di windows…
Ordine alfabetico in Snow leopard
Spostiamo, per un secondo, la nostra attenzione su di un concetto un filino più generale, ovvero, l’ordine alfabetico in Snow Leopard…
Nel nostro sistema Mac OSX avremo una gestione dell’ordine alfabetico un po’ diversa, rispetto a come vien effettuato il tutto in Windows, ovvero: con Microsoft, lo sappiamo, potremo muoverci attraverso elementi, in gestione risorse, che iniziano con la stessa lettera, attraverso la pressione ciclica di tale lettera, mentre in Snow Leopard no.
Se abbiamo una cartella, ad esempio, chiamata: “allegati posta elettronica” ed un’altra chiamata: “album fotografico” non ci muoveremo tra esse digitando sempre la lettera “A”, bensí, la pressione del tasto “A” ci lascierà posizionati sull’elemento “Album fotografico” il quale, secondo l’ordine alfabetico stretto, vien prima.
per una navigazione tra diversi elementi, conviene digitare l’iniziale e proseguire con le frecce verticali per muoversi agilmente.
Mentre, se vogliamo “atterrare” direttamente su “allegati posta elettronica” ecco che po-tremo digitare, in successione, “alleg” per finirci direttamente sopra.
Altra particolarità settata di default, per il finder, resta quella che l’ordine alfabe-tico è rispettato in maniera stretta, mescolando files e cartelle, senza differenzia-re la tipologia dell’elemento, mettendo, quindi, lo swicther da Windows, di fronte ad una situazione che può creare un po’ di disorientamento e la sensazione di dover lavorare di più per raggiungere gli obiettivi che ci si propone.
Per ora, ci limiteremo a dire che questo status di cose può esser cambiato alli-neando le cose in maniera molto semplice.
Nomi ed estensioni dei files
Anche in ambiente Mac, come si può intuire, i nostri files hanno un nome ed un estensione, esattamente come per Windows e, per molti casi, le cose non variano, ve-diamo di fare una carrellata legata alle situazioni più usuali:
per i file di testo, praticamente, non cambia niente, avremo:
txt, rtf, pdf, html, doc, docx ecc…
esattamente come per l’ambiente di Redmond, con l’aggiunta delle estensioni che pro-vengono da suite office con il timbro della mela, come, ad esempio: pages (per il wordprocessor pages), number (per il foglio elettronico) ecc…
I files compressi, invece, praticamente, non vedono particolari differenze in quanto, a bordo di Mac OSX, già vien compreso un tool per la gestione di files zippati nei formati più conosciuti.
L’unica differenza, che necessita di componenti esterni, resta il formato “rar” peculia-rità e proprietà di Winrar, non presente, a quel che io so, in ambito Mac.
In questa carrellata di presentazione, in vero parecchio spiccia, dei vari formati dei files, dobbiamo includere, invece, un’entità presente solo in Snow Leopard (o più generalmente, nei sistemi unix), ovvero, i files con estensione “dmg”.
Consentitemi una piccolissima divagazione in merito:
“dmg” è un acronimo che identifica le parole: “disk image” il che fa intuire che si stia parlando di un immagine disco all’interno della quale, nella maggior parte dei casi, avremo applicazioni da installare.
I files dmg vengono usati, spessissimo per mettere in rete i pacchetti che contengono programmi da installare.
A corredo di questa ultima affermazione, ecco che arriviamo a dire qualche parola sui files eseguibili in ambito Mac…
Se in windows identifichiamo i nostri programmi con l’estensione “exe” in Snow Leopard il corrispettivo è “app” (chiaramente abbreviazione di application).
Lapertura, quindi, di un file con estensione app implica, ovviamente, il lancio di un pro-gramma…
Per coerenza, i files con estensione “app” vanno sempre posizionati nella nostra cartella “applicazioni” (raggiungibile, nel finder, con cmd + shift + a) però non dimemti-chiamoci che, non esistendo un registro di sistema, potranno esser lanciate, quasi sempre, da ogni parte del nostro disco rigido.
A corredo di quest’area, ricordiamoci sempre che noi apriamo/lanciamo un file attraver-so l’uso delle combinazioni di tasti:
cmd + freccia giù oppure cmd + o
e non con invio, il quale, invece, attiva la funzione di “rinomina” (l’f2 in Windows).
A conclusione di questo frammento, diciamo anche che il nome.estensione di un file può esser lungo fino a 256 caratteri e che, come convenzione, l’estensione, dif-ficilmente vien messa in una cartella, ma può capitare; ovviamente, il nostro Voiceover recita la tipologia dell’elemento ad ulteriore sicurezza dell’utente.
Conclusioni.
In verità, la mia intenzione, quando ho messo le mani sulla tastiera per scrivere queste righe, era di affrontare un numero maggiore di argomenti, ma come spesso ac-cade, ecco che ci si rende conto che il papiro diventerebbe di una lunghezza tale da renderlo, più che una pillola, un pranzo in stile matrimonio…
Ho quindi deciso di fermarmi cosí, per dare modo a chi legge, eventualmente, di far sedimentare concetti che ritengo fondamentali nel nostro cammino assieme.
Ovviamente, i più i intraprendenti potranno dirmi che, ad esempio, ho parlato di estensioni dei files e che tali estensioni, esattamente come per un sistema Windows vergine, non vengono visualizzate, di default, che dire?
Confesso, è vero!
Ma andare ad esplorare le preferenze del finder, cosí, non mi pareva opportuno e, magari, chi avrà voglia di farsi un altro drink, potrà leggerlo nella prossima pillola…