TABLET PER CIECHI E OCCHIALI PER SORDI

di Fabio Strada
In questi giorni il mondo dei disabili visivi è in fermento per alcuni articoli, passati sulla stampa di settore e anche su alcuni quotidiani nazionali (L’Avvenire), che celebrano l’arrivo di un nuovo prodotto informatico che si presenta (o almeno è stato presentato dai giornalisti come un tablet per ciechi
e in questo starebbe la sua grande novità.
Ora, chi ci segue da un po’ di tempo ormai dovrebbe sapere come la pensiamo su queste cose. Comunque vorremmo ribadirne un paio, soprattutto a beneficio di chi non conosce il mondo dell’informatica e degli ausili per ciechi, onde evitare chevenga indotto a un acquisto incauto e oneroso.
Un “tablet per ciechi ” è una contraddizione in termini, perché un tablet per definizione è un dispositivo informatico di forma piatta rettangolare, la cui superficie frontale è occupata interamente da uno schermo touch. Il presunto “tablet per ciechi” è un dispositivo privo di schermo, quindi non è un tablet. E’ quindi ingannevole chiamarlo tablet, e lo scopo di questa presentazione impropria è di sfruttare l’onda di popolarità dei tablet a fini commerciali.
Ma la cosa più importante da ricordare è che non c’era bisogno d’inventare un tablet per ciechi, perché i tablet esistenti sono già utilizzabili, quali più quali meno, dai non vedenti.
Sì, perché alcuni anni fa è successo che la Apple, per prima, ha applicato una filosofia, detta del design for all (design per tutti, oppure “accesso universale”, per usare il linguaggio di Apple), secondo cui uno strumento dovrebbe essere utilizzabile da qualunque utente, indipendentemente dai suoi eventuali deficit o limiti. Così ha introdotto nel suo iPhone e anche nell’iPad (che guarda caso è un tablet…) uno screen reader per non vedenti e uno zoom per ipovedenti, cosicchè anche le persone con deficit visivi possono usarli in piena autonomia.
Sulla scia della Apple, anche Google ha introdotto l’accesso universale nel suo sistema operativo Android, sebbene sia in uno stadio più acerbo di quello di iOS; quindi anche una parte dei tablet Android, in particolare quelli della linea Nexus, sono utilizzabili in autonomia dai non vedenti.
E infine, last but not least, anche la Microsoft ha introdotto un abbozzo di accesso universale nel suo tablet Surface.
Dunque, come ho detto prima, i tablet sono utilizzabili dai ciechi, alcuni di più altri di meno, alcuni peggio e altri meglio, ma sono accessibili e non sono un prodotto di per sé fuori della nostra portata. Come idea, quindi, un tablet per ciechi è abbastanza contraddittoria, o per lo meno inutile. Sarebbe un po’ come pubblicizzare un paio di occhiali per sordi. A cosa servono? Se un sordo ha bisogno di occhiali, può tranquillamente usare quelli normali, fatti per tutti: il fatto che è sordo non è per niente un ostacolo in questo senso.
C’è poi il discorso del prezzo. Questo dispositivo è molto più costoso di un iPad e tanto più di un altro tablet (si parla circa di 2.700 euro con IVA). Per loro natura, gli ausili speciali costano per forza più dei prodotti per il grande pubblico, e su questo io personalmente non discuto; ma quando ci vengono a presentare un prodotto speciale come unica possibilità al posto del prodotto “normale” che viene fatto passare come non adatto a noi, allora non ci stiamo.
C’è anche l’altro fatto non molto edificante, ma molto comune in Italia, che per ovviare all’alto prezzo dell’ausilio, il costo viene scaricato sulla spesa pubblica, almeno se è vero quanto è stato scritto, cioè che la ditta distributrice italiana ha raggiunto un accordo col Ministero della Salute per far riconoscere l’ausilio alle ASL che se ne sobbarcheranno la spesa. Ora, nei casi in cui gli ausili sono indispensabili per la vita delle persone, questo non si discute, ma quando al loro posto si potrebbero usare prodotti normali spendendo meno della metà, la cosa è discutibile. Tanto più quanto il proprietario della ditta in questione è noto per fare proclami contro gli sprechi del denaro pubblico ad opera delle associazioni dei ciechi.
Ci sarebbero altre considerazioni da fare sull’importanza del braille e sul suo uso appropriato (infatti, il principale punto di forza con cui viene presentato questo apparecchio è che integra una piccola barra braille), nonché sulle alternative già esistenti, e a prezzo molto più basso di questo ausilio, tutte usabili in accoppiata con un iPhone o iPad.