TORNARE TRA I BANCHI DI SCUOLA

Dal 22 al 24 novembre scorso sono tornata tra i banchi di scuola, quelli dell’Istituto Aldini Valeriani di Bologna, in occasione dell’ultima edizione di Handimatica, la fiera dell’informatica per la disabilità. Da un paio di edizioni le aule di questo istituto vengono lasciate libere dagli studenti, che non lo abbandonano però del tutto, riversandosi nei corridoi, dove gestiscono i desk d’informazione, accompagnano e si mettono a disposizione dei visitatori e degli standisti, con grande gentilezza e pazienza. Fino ad ora mi ero limitata a visitarla da spettatrice curiosa alla ricerca di nuove tecnologie e idee interessanti, girellando tra gli stand o partecipando a laboratori e seminari.
Quest’anno, per la prima volta, ho deciso di provare ad essere meno spettatrice e più attiva, mettendo un po’ del mio tempo a disposizione degli amici di Universal Access, che ringrazio da subito per l’accoglienza.

Anche solo per vedere all’opera dal vivo i “mitici” Fabio, Alessandro, Alessio con la dolcissime Elisabetta e la super Rossy, di per sé valeva la pena di scomodarsi da casa, ma in realtà sono stati giorni intensi e densi di attività, incontri, scambio di conoscenze e confronti davvero significativi per me. Ho trascorso ore piacevoli tra quei banchi, dove mi sono seduta da entrambi i lati: quello di chi cerca di trasmettere ad altri ciò che ha appreso con l’uso quotidiano di un iPad, da cui non riesce più a separarsi, come da quello di chi ha ancora un mondo da imparare, assistendo ad alcuni workshop come allieva. Presso le due aule assegnate ad Universal Access, perchè una si è rivelata da subito insufficiente a contenere i visitatori, con le loro richieste di informazioni e i mini corsi estemporanei, realizzati al momento, in base alle necessità, ho incontrato giovani studentesse, non vedenti o ipovedenti, adulti lavoratori con disabilità anche motorie, anziani e pensionati, alla ricerca di strumenti che possono rendere più facili attività di studio, lavorative o musicali, realizzabili in autonomia, ma che servono a tenersi in contatto con colleghi e amici alla pari.
C’erano persone che non conoscevano ancora i prodotti Apple, gente alle prime armi e anche utilizzatori di tali prodotti e delle loro applicazioni, alla ricerca di suggerimenti e nuovi spunti., ma comunque in cerca di novità, approfondimenti e di contatti personali.

Perché uscire dalle liste è un po’ come materializzarsi fuori da un fumetto: si elimina qualche filtro e le conoscenze passano attraverso il canale della vicinanza fisica, della simpatia,, della pazienza reciproca, sperimentate dal vivo.

Inoltre mi fa piacere in particolare ricordare l’incontro con Ivan e Fabrizio, ideatori del gioco Nicolas Eymerich, presso lo stand di TiconBLU, allestito nell’aula di informatica dell’Istituto, dove il gioco campeggiava in tutto il suo splendore su almeno 25 schermi giganteschi di altrettanti iMac (fortunati gli studenti del corso di disegno tecnico!), dove ho potuto provare il gioco assieme a numerosi visitatori entusiasti. Mi ha colpito la loro attenzione all’accessibilità, la loro richiesta di collaborazione e il desiderio di interagire per scambiare reciproche competenze. Davvero persone speciali, nella semplicità e spontaneità di rapporto. Sabato sera, al termine della manifestazione, mentre ritornavo a casa in treno, in una carrozza incredibilmente vuota, io non mi sentivo sola, ma portavo con me sensazioni che scaldano il cuore.
Grazie ragazzi

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