Vi presentiamo Stefano Enea Cabra, il nuovo produttore associato degli audio game dell’Inquisitore! Con intervista!

Una bellissima notizia per tutti i fan degli audio game dell’Inquisitore: Stefano Enea Cabra è il nostro nuovo produttore associato!

Il Magister Enea ha deciso di partecipare alla produzione della versione internazionale degli audio game dell’Inquisitore numero 2, “THE VILLAGE” e del numero 3, “SISTERS IN THE DREAM”.

Diamogli il benvenuto, e che questo dia ancor più vigore alla produzione di audio game, sia per l’Italia che per l’estero!

Passo subito la parola al Magister, con l’intervista che ci ha concesso. L’intervista sarà disponibile a breve anche sulla fan page Facebook di un nuovo audio game che vogliamo produrre, si chiamerà “Audio Rally Racing”, a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/audiorallyracing

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Domanda 1: Buongiorno, Magister Enea. Prima di tutto, le presentazioni. Raccontaci un po’ di te!

Il mio nome è Stefano Enea Cabra, sono nato a Bergamo, ma mi sono trasferito a Stezzano nel 1979. Ho 2 sorelle, mio padre è idraulico e mamma è casalinga. Amo la musica, e in particolare i cantautori, in primis Fabrizio De Andrè. Inoltre il doppiaggio, le imitazioni, raccontare barzellette, il teatro. Mi piace il genere epico-fantastico, le avventure e la storia medioevale. E naturalmente… le donne!

Domanda 2: Esistono videogiochi giocabili anche dai non vedenti? Raccontaci la tua esperienza.

Esistono eccome, ma il mercato sembra prediligere molto l’America, e qualcosa negli altri paesi. Meno l’Italia, per quanto riguarda gli audio game, mentre c’è una grande diffusione delle care vecchie avventure testuali. Insomma: spero vivamente che la TiconBlu faccia scuola, qui in Italia e nel mondo!

Domanda 3: come sei venuto a conoscenza dell’audio game dell’Inquisitore?

Grazie a un mio amico non vedente, Alberto Toti, che mi aveva informato di questo audio game. Naturalmente, sono corso ad acquistare ad occhi chiusi, e devo dire che ci ho visto bene!

Domanda 4: Ora sei produttore associato della versione internazionale degli audio game dell’Inquisitore 2, “THE VILLAGE” e il 3, “SISTERS IN THE DREAM”. Come sei giunto a questa decisione?

Ci sono giunto per un motivo che si può collegare a quanto detto poc’anzi: per promuovere una ditta che finalmente si fa avanti per portare una grossa innovazione, per rendere fruibili anche ai non vedenti i videogiochi veri! E non delle robe da pietismo, bensì videogiochi veri. Certo, produttore associato? Non pensavo di arrivare a tanto!

Domanda 5: Cosa significa esattamente essere produttore associato?

Significa che ho sostenuto economicamente il progetto, acquistando una percentuale del progetto e della relativa proprietà economica. Sarò poi beneficiario, nella stessa percentuale, dei guadagni che ne verranno. Questo progetto è per me quindi, oltre che una cosa che mi piace e da sostenere, anche un investimentoconsapevole.

Domanda 6: In un videogioco come quello dell’Inquisitore, quali sono i costi maggiori?

Facendo riferimento specificamente ad Eymerich, che è un adventure game, potrei dire che i costi maggiori, nell’ordine di poco meno di un terzo del budget, sono quelli che concernono il doppiaggio, specialmente quando si devono usare attori madrelingua inglese. Per esempio, per l’Inquisitore ne usiamo cinque differenti. Inoltre, data la complessità e lunghezza del gioco, anche la programmazione incide moltissimo.

Domanda 7: Per chi fa videogiochi, pensi possa essere una buona idea fare audio game? Cosa diresti a uno sviluppatore di videogiochi per convincerlo a realizzare audio game?

Se è una buona idea? Un’ottima idea! Vuol dire che il produttore e lo sviluppatore che realizzano questi giochi, hanno già capito che non si deve escludere nessuno, nemmeno dal mondo videoludico! Anzi, audioludico. Una persona colta ed intelligente si dimostra tale solo quando pensa che esistono delle persone che difettano della vista, e cerca di adeguare i videogiochi adattandoli alle loro esigenze. Questo è fare sul serio! Tutti gli sviluppatori devono prenderla come regola questa innovazione, perché non c’è vergogna nell’essere non vedente, anzi! Quando si perde un senso, gli altri compensano. Lo diceva anche Guglielmo da Baskerville nel Nome della Rosa, e credo che anche il nostro Inquisitore Eymerich sarebbe d’accordo!

Aggiungo inoltre che i non vedenti sono utenti come tutti gli altri, sono perlopiù informatizzati e che comprano quello che trovano di interesse. E dato che di videogiochi ‘veri’ per non vedenti ce ne sono pochi, significa produrre prodotti che hanno molta meno concorrenza rispetto ad altri, e un bacino di utenza molto attivo e fedele.

Domanda 8: Secondo te, gli audio game possono essere realizzati da creativi e tecnici non vedenti?

Certo, sempre se i non vedenti in questione vogliono o meno muovere il didietro, e capire finalmente che non vedente non vuol dire handicappato!

Scherzi a parte, sì, certo che gli audio game possono essere realizzati da non vedenti.

Domanda 9: Come funziona il processo di produzione di un audio game? Quali fasi possono essere gestite da sviluppatori non vedenti?

Nel caso di un adventure game come l’Inquisitore, si parte da un soggetto, che può essere preso da un romanzo, o da un racconto, dal quale poi si costruisce una trama abbastanza articolata con personaggi e ambientazioni, scrivendo una sceneggiatura tecnica. Poi si realizzano i vari elementi che comporranno il gioco, sonoro, musiche, arrivando ai dialoghi doppiati da attori professionisti. Tutti questi elementi vengono poi assemblati attraverso un ‘motore’, cioè un programma scritto apposta per far funzionare quel tipo di gioco e pubblicarlo nelle varie piattaforme tecnologiche, dal PC all’iPhone. Inoltre, c’è un grande lavoro di collaudo.

In breve, per molte fasi è come girare un film! Credo che i creativi non vedenti che vogliono produrre un audio game, si possono occupare di tutto, tranne che… della grafica!

C’è un altro aspetto sostanziale di cui ci si può occupare, come nel mio caso. Ovvero di mettere in piedi l’impresa vera e propria dell’opera audioludica, come nel mio caso in cui sono diventato produttore associato.

E ci sono tanti tipi di audio game diversi, con idee diverse alla base, costi diversi, composizione di elementi diversa. Un adventure game come l’Inquisitore è tra i più complessi per quanto riguarda la quantità di elementi presenti, vedi i doppiaggi e in generale la lunghezza del gioco.

Domanda 10: Quali progetti hai per il futuro?

Di progetti se ne possono fare migliaia, ma bisogna capire se poi si possono realizzare! Comunque penserei a un’avventura di cui ho scritto il racconto, oppure a un’avventura di pirati tipo quelle della Lucas.

Vedremo! Per ora, AVANTI TUTTA e sostenete più possibile la produzione di AUDIO GAME!

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