segui questa meravigliosa avventura.
Questa non è un’unica avventura, bensì un insieme di tanti piccoli episodi in compagnia del mio iPhone, più o meno buffi o drammatici, in ogni caso emozionanti, che mi stanno portando al tanto agognato giro di boa.
3 aprile, Parigi – sono appena partito dalla capitale francese in treno alla volta di Figueres, in Spagna; l’emozione è ancora altissima per l’avventura appena trascorsa, non riesco a prendere sonno… inizio così a scrivere il mio diario di viaggio giornaliero, con iPhone e auricolari.
20 aprile, Nouachott – parlando con l’amico webmaster che mi sta aiutando a tenere il blog pulito e ordinato, ricevo alcuni rimproveri, in quanto, in alcuni video girati col telefono, a pochi secondi dall’inizio l’inquadratura ruota di 90 gradi.
Mi dice di controllare le impostazioni della videocamera, ci deve essere qualcosa che porta lo schermo a girare… dopo alcuni istanti di riflessione, sicuro di non essermi mai imbattuto prima in una simile feature, rispondo che non è qualche indesiderato scompenso del mio iPhone a provocare questo fastidioso effetto, bensì i polsi dei cameraman ai quali ho talvolta affidato la regia.
Ecco un esempio di come la vista può trarre in inganno: filmavano in modalità landscape, trascurando il fatto che questo orientamento può essere adottato solo per le fotografie; con i video infatti ciò comporta unicamente male al collo per gli spettatori!
8 maggio, Konakri – ho da poco lasciato la capitale della Guinea in autobus, diretto in Sierra Leone; il mezzo si ferma ad un posto di blocco per normali controlli, io stavo scribendo qualche appunto tenendo il telefono appoggiato all’orecchio, che puntava verso l’esterno.
Ad un tratto una voce da fuori inizia ad urlare e sento battere furiosamente sul mio finestrino, cerco di mettere a fuoco la situazione e mi gela il sangue quando realizzo che un poliziothto, credendo che lo stessi fotografando, pretendeva il mio iPhone.
“ Don’t take pictures! Give me your phone! ” – urlava.
Io sapevo che se gli avessi consegnato il telefono non lo avrei più avuto indietro.
Ho quindi cercato di spiegargli il malinteso, ma il tipo era nero, in tutti i sensi, e solo una volta mostrato il mio bastone bianco sono riuscito a stabilire un minimo di comunicazione.
Caro greenPhone, te la sei vista brutta!
22 giugno, Beira – ho corso come un folle per i primi due mesi e mezzo per raggiungere il Mozambico in tempo ed incontrare Barbara e gli alunni dell’IDV,
prima che lei rientrasse in Italia; peccato che, una volta raggiunta la città, Barbara mi ha rivelato che si sarebbe trattenuta altri 3 mesi, tanta fretta quindi per nulla!
Tutti sforzi comunque ripagati dal contatto umano con i ragazzi dell’istituto, emozionati e curiosi come bambini quando mostravo loro il mio iPhone.
Il touch screen non era affatto una novità per loro, stavano infatti imparando con Mac ed iPad a conoscere l’informatica.
Una diavoleria così piccola e al tempo stesso potente li ha comunque lasciati tutt’altro che indifferenti.
25 luglio, Zanzibar – ho acquistato una cover impermeabile prima di partire, questo paradiso meritava di essere filmato anche tra pesci e coralli.
Un giorno ho così partecipato ad un’uscita in barca per fare snorkling e, come d’accordo con uno dei beach boys, sarei stato indirizzato verso qualche sito interessante da filmare.
Ci siamo allontanati nuotando una cinquantina di metri dalla barca, ho estratto il telefono dalla tasca dei pantaloni ed immergendo mi ho iniziato a filmare.
Purtroppo, dopo la prima riemersione, la povera Silvia era in preda ad un attacco epilettico!
Ho quindi cercato il ragazzo, che nel frattempo se ne era tornato indietro, lasciandomi solo.
Dopo circa un quarto d’ora che nuotavo in cerca della mia barca, seguendo le voci degli esploratori in mare, ho finalmente udito e quindi raggiunto voci italiane, che non mi hanno preso per matto come gli altri, quando ho spiegato che ero cieco in cerca della mia ciurma.
Il telefono è comunque stato spedito in Italia per i soccorsi ed ora è ancora qui a darmi supporto per scrivere queste righe.
Mitico greenPhone!
27 agosto, Cairo – giunto al mio ostello sull’affascinante Zamalek, isoletta in mezzo al Nilo, domando al proprietario la password della wifi; lui me la comunica titubante e, quando dopo alcuni secondi gli sorrido, confermandogli il mio accesso, lui rimane dapprima incredulo e poi, divertito, mi concede uno sconto sul pernottamento!
4 ottobre, Sofia – nessuna storia stravagante stavolta, non in ciò che mi appresto a scrivere; solo tanta soddisfazione nell’apprendere che le foto scattate in questa città meravigliosa sono state oltremodo apprezzate.
La chiamano la Parigi dell’est, io preferisco che rimanga Sofia!
21 ottobre, Tehran – le ho provate tutte in Iran per bypassare la censura sui social network, senza però riuscirci.
Ho dato fondo ai 32 giga di memoria del mio iPhone per conservare foto e video fino a quando non fosse stato possibile uscire dall’oscurantismo telematico.
31 dicembre, Gizo – in un giorno di pioggia ho deciso di scrivere queste brevi avventure.
Questa è la capitale delle province occidentali delle isole Salomone, nel mezzo del pacifico.
Sono le 7 di sera, tra qualche minuto mi farò una doccia e aspetterò che il mio iPhone sia completamente carico per magari girare qualche pazzo video della serata.
In realtà confido in lui anche come valido aiuto, nel caso in cui la gazzosa stasera dovesse risultare troppo gasata.
Non ho ancora detto che la mitica Ariadne è stata finora una preziosissima guida!
Tanto per la cronaca, mi ha appena rivelato che mi trovo a 14746 chilometri da casa.
La boa è dietro l’angolo, il 2 gennaio, a 9 mesi dalla mia partenza e dal mio ipotetico arrivo a casa.
I chilometri da ora in poi dovrebbero diminuire sempre piu, le emozioni cresceranno e l’emtusiasmo sempre alle stelle!
Buon anno a tutti da parte mia e dal mio inesauribile greenPhone!
di Alessandro Bordini